martedì 23 agosto 2011
Scongiurato lo svernamento di mille litri di gasolio
Meno male.
Che sennò mille litri di gasolio, tutto l’inverno, a Ponza, sai che palle?
[notizia e definizione da corriere.it]
sabato 25 dicembre 2010
C’è questa scena, si svolge in un paesino di montagna a fine dicembre…
si sta organizzando il presepe. Statue a grandezza naturale rappresentanti le varie figure tipiche da sistemare nei luoghi più caratteristici del borgo. È quasi ora di cena. C’è un forte vento da nord che gela le dita e fischia nelle orecchie.
Da dentro il bar, saturo di fumo e rumori da bar, si sente solo la voce del prete che si sgola gridando “Porta la Madonna! Porta la Madonna!”
Solo che, in quelle condizioni, l’acustica non è ottimale…
sabato 4 luglio 2009
Il Cristorante
Volevo aprire un ristorante e chiamarlo "Il Cristorante".
C'avevo pure già pronti gli slogan per il lancio:
Mi è stato detto però che non è proprio un'idea felicissima.
Forse, in effetti, questo Paese non è ancora pronto.
P.s: se però doveste aprirlo voi, IlCristorante, o anche il BarCollo, o il BarPio [specializzato in cappuccini freddi] sarebbe carino se mi offriste un paio di consumazioni per l'idea...
C'avevo pure già pronti gli slogan per il lancio:
- Al Cristorante si mangia da Dio [e abbiamo un vino che va giù come l'acqua]
- Organizzate i vostri banchetti al Cristorante. Vedrete che il nostro servizio non tradirà le Vostre aspettative.
- Dopo una cena al Cristorante vi sentirete in Paradiso
Mi è stato detto però che non è proprio un'idea felicissima.
Forse, in effetti, questo Paese non è ancora pronto.
P.s: se però doveste aprirlo voi, IlCristorante, o anche il BarCollo, o il BarPio [specializzato in cappuccini freddi] sarebbe carino se mi offriste un paio di consumazioni per l'idea...
sabato 18 aprile 2009
CropCircles
Si parlava dei segnali di vite exraterrestri:
A: "Se i cerchi nel grano..."
B [interrompendolo]: "Se i cerchi nel grano, i trovi corca"
A: "Se i cerchi nel grano..."
B [interrompendolo]: "Se i cerchi nel grano, i trovi corca"
sabato 8 novembre 2008
Gusti musicali
-Io cosalì non la sopporto più. Sempre a dire che quello che ascoltiamo noi fa schifo, che lei sì che ascolta cose valide.
-Pure te che ancora je dai retta. Lassala perde, no? Lo sai che quella se sente Stockhausen...
-Pure te che ancora je dai retta. Lassala perde, no? Lo sai che quella se sente Stockhausen...
giovedì 31 luglio 2008
C'è un posto
C’è un posto in una borgata che non è ancora stata violata. Un posto a
cui si arriva attraverso un cancello arrugginito precariamente
appoggiato un paio di pilastri diroccati. Un posto dove il suolo è
ricoperto da un morbido mare verde, il cielo schermato da una macchia
verdeviola di glicine e dove qualche mano sapiente ha decorato il
fondale con una scritta viola con netti bordi color blu elettrico tutta
spigoli e linee rette che ancora non sei riuscito a decifrare e ti
terrà piacevolmente occupato per i prossimi minuti. Un posto dove i soli
rumori che sentite sono quelli delle cicale, delle api che volano pigre
in cerca di polline, dell’irrigatore che si prende cura di una porzione
di prato a qualche decina di metri e dei rari passi che percorrono
l’anello di ghiaia che circonda l’isola verdeviola.
Siete tu e l’Amoretuo seduti con le schiene poggiate al tronco del glicine. Un libro per uno posato sulle gambe [tu stai leggendo un libro scritto per la metà in verde, vedi tu le coincidenze] a parlare di niente o del nulla mentre il senso della scritta ti si palesa a tratti. L’aria è immobile, ma lì sotto per lo meno si respira.
Roma fuori è stata abbandonata da tutta quella gggente che non si capisce perché la frequentino e sono rimasti solo quelli che la amano davvero e quelli che non hanno altro mondo. Il tempo è immobile ed è tutto per voi.
Mentre il cielo si tinge di scuro e offusca le cose con un velo sfumato, tu, dopo ore di lettura, chiacchiere, sgranchite, coccole e altro dai un’ultima occhiata alla scritta mentre riponi i libri nello zaino e la decritti in tutto il suo significato. Allora sorridi, benedici i writers, abbracci l’Amoretuo e, con un braccio intorno al suo fianco, varchi il cancello arrugginito.
Mentre fai scattare la chiusura centralizzata sai che stavolta il Supremo [conscio della tua semisordità] le cose te le ha volute scrivere a [per te] chiare lettere.
Siete tu e l’Amoretuo seduti con le schiene poggiate al tronco del glicine. Un libro per uno posato sulle gambe [tu stai leggendo un libro scritto per la metà in verde, vedi tu le coincidenze] a parlare di niente o del nulla mentre il senso della scritta ti si palesa a tratti. L’aria è immobile, ma lì sotto per lo meno si respira.
Roma fuori è stata abbandonata da tutta quella gggente che non si capisce perché la frequentino e sono rimasti solo quelli che la amano davvero e quelli che non hanno altro mondo. Il tempo è immobile ed è tutto per voi.
Mentre il cielo si tinge di scuro e offusca le cose con un velo sfumato, tu, dopo ore di lettura, chiacchiere, sgranchite, coccole e altro dai un’ultima occhiata alla scritta mentre riponi i libri nello zaino e la decritti in tutto il suo significato. Allora sorridi, benedici i writers, abbracci l’Amoretuo e, con un braccio intorno al suo fianco, varchi il cancello arrugginito.
Mentre fai scattare la chiusura centralizzata sai che stavolta il Supremo [conscio della tua semisordità] le cose te le ha volute scrivere a [per te] chiare lettere.
sabato 5 luglio 2008
L'AmaroSanta
Avete mangiato troppo e non riuscite proprio a alzarvi dal desco?
Non sono serviti nemmeno i 15 caffè, 28 limoncelli e 9 litri di Brioschi?
La pancia vi ha incastrati tra sedia e tavolo, e avete pure fretta di recarvi da qualche parte dove vorreste arrivare magari non in coma postprandiale?
L'AmaroSanta
Non sono serviti nemmeno i 15 caffè, 28 limoncelli e 9 litri di Brioschi?
La pancia vi ha incastrati tra sedia e tavolo, e avete pure fretta di recarvi da qualche parte dove vorreste arrivare magari non in coma postprandiale?
L'AmaroSanta
Una mano santa quando la digestione è problematica....
L'AmaroSanta, meglio dell'IdraulicoLiquido
L'AmaroSanta, meglio dell'IdraulicoLiquido
sabato 28 giugno 2008
OnoranzeFunebri TorreInPietra
A Fiumicino c'è un'agenzia di onoranze funebri che si chiama Torre In Pietra.
Torre In Pietra, come il latte...
Me li vedo che ti assicurano che sono leader nel settore. E che possono offrirti un servizio di primo ordine sia che tu preferisca il caro estinto tumulato [intero, come dice IlTopo], cremato, o parzialmente cremato...
Torre In Pietra, come il latte...
Me li vedo che ti assicurano che sono leader nel settore. E che possono offrirti un servizio di primo ordine sia che tu preferisca il caro estinto tumulato [intero, come dice IlTopo], cremato, o parzialmente cremato...
mercoledì 14 maggio 2008
Cesare
Cesare dopo l'orario di lavoro lo trovavi quasi di sicuro fuori dal pub
con le spalle appoggiate al muro e una pinta in mano. Pinta che si
faceva sempre versare nei boccali della Guinness perché, diceva, sono
perfetti per aprire le facce.
Cesare era figlio di quella stessa rabbia che o te la tieni dentro finché non esplode o la lasci fluire e la condividi con chi ti capita a fianco. Ma non aveva mai effettivamente fatto violenza su nessuno. Anche se lo sapevano in pochi. Istintivamente sapeva che il modo migliore per non farsi rompere il cazzo nella giungla in cui era nato e cresciuto era far credere in giro che fossi chissà quale pazzo criminale. E l'aspetto gli dava comunque una mano. Non alto, vestito perennemente con anfibi, jeans slavati maglietta bianca e bretelle [al massimo, in pieno inverno, aggiungeva un maglione grigio e un bomber nero] perché quella, secondo lui, era la divisa di chi lavora in cantiere. E lui montando ponteggi ci aveva passato ormai più di metà della sua vita.
A Cesare piaceva ascoltare musica punk, ska, reggae e soprattutto l'oi! ed era naturalmente contro ogni forma di autoritarismo. "Chi ha passato la vita in cantiere odia per forza chiunque vuole comandare. E poi i padroni so' tutti fasci, quindi noi non possiamo che essere comunisti nel cuore e nelle vene".
Cesare era sempre il primo a lasciare la pinta e muoversi se si trattava di andare a coprire svastiche, celtiche e robba del genere perché quella era la sua zona e il controllo del territorio è la prima cosa.
Cesare regalava sorrisi e complimenti a tutti con lo stesso ritmo con cui offriva le sigarette del pacchetto morbido che teneva nella tasca posteriore destra dei jeans.
Cesare amava rosolarsi al sole che colpiva la facciata del pub parlando di calcio, motori o politica.
Cesare imbruttiva spesso, ma si era incazzato solo una volta. Imbruttiva magari a un coglione pieno di soldi che si era permesso di prendere in giro l'indiano che passava al pub per vendere le rose e farsi offrire una birra. Gli dimostava di quanto gli fosse inferiore per cultura e dignità. E di quanto fosse inferiore a lui per fegato. Si era incazzato, invece, per amore. Perchè solo l'Amore fa incazzare davvero.
Cesare amava la sua città, il suo quartiere e la sua strada e si incazzava a vedere come la stessero colonizzando poco alla volta per farla diventare un posto per figli di papà come avevano già fatto con Trastevere, Testaccio, Sanlorenzo, ilPigneto...
Cesare ora guarda il sole che splende alto ma non riesce a scaldare l'asfalto sotto di lui.
Cesare è in preda agli spasmi causati da un colpo alla nuca sferrato con un casco da un sedicente naziskin che ha creduto di dimostrare il suo valore aggredendolo con altri 5 alle spalle.
L'ultimo pensiero di Cesare è che nessuno ha insegnato a chi lo ha colpito come si vive.
[Il penultimo, l'ultimo è Pezzi de mmerda, dovete morì male. Tanto.]
Cesare era figlio di quella stessa rabbia che o te la tieni dentro finché non esplode o la lasci fluire e la condividi con chi ti capita a fianco. Ma non aveva mai effettivamente fatto violenza su nessuno. Anche se lo sapevano in pochi. Istintivamente sapeva che il modo migliore per non farsi rompere il cazzo nella giungla in cui era nato e cresciuto era far credere in giro che fossi chissà quale pazzo criminale. E l'aspetto gli dava comunque una mano. Non alto, vestito perennemente con anfibi, jeans slavati maglietta bianca e bretelle [al massimo, in pieno inverno, aggiungeva un maglione grigio e un bomber nero] perché quella, secondo lui, era la divisa di chi lavora in cantiere. E lui montando ponteggi ci aveva passato ormai più di metà della sua vita.
A Cesare piaceva ascoltare musica punk, ska, reggae e soprattutto l'oi! ed era naturalmente contro ogni forma di autoritarismo. "Chi ha passato la vita in cantiere odia per forza chiunque vuole comandare. E poi i padroni so' tutti fasci, quindi noi non possiamo che essere comunisti nel cuore e nelle vene".
Cesare era sempre il primo a lasciare la pinta e muoversi se si trattava di andare a coprire svastiche, celtiche e robba del genere perché quella era la sua zona e il controllo del territorio è la prima cosa.
Cesare regalava sorrisi e complimenti a tutti con lo stesso ritmo con cui offriva le sigarette del pacchetto morbido che teneva nella tasca posteriore destra dei jeans.
Cesare amava rosolarsi al sole che colpiva la facciata del pub parlando di calcio, motori o politica.
Cesare imbruttiva spesso, ma si era incazzato solo una volta. Imbruttiva magari a un coglione pieno di soldi che si era permesso di prendere in giro l'indiano che passava al pub per vendere le rose e farsi offrire una birra. Gli dimostava di quanto gli fosse inferiore per cultura e dignità. E di quanto fosse inferiore a lui per fegato. Si era incazzato, invece, per amore. Perchè solo l'Amore fa incazzare davvero.
Cesare amava la sua città, il suo quartiere e la sua strada e si incazzava a vedere come la stessero colonizzando poco alla volta per farla diventare un posto per figli di papà come avevano già fatto con Trastevere, Testaccio, Sanlorenzo, ilPigneto...
Cesare ora guarda il sole che splende alto ma non riesce a scaldare l'asfalto sotto di lui.
Cesare è in preda agli spasmi causati da un colpo alla nuca sferrato con un casco da un sedicente naziskin che ha creduto di dimostrare il suo valore aggredendolo con altri 5 alle spalle.
L'ultimo pensiero di Cesare è che nessuno ha insegnato a chi lo ha colpito come si vive.
[Il penultimo, l'ultimo è Pezzi de mmerda, dovete morì male. Tanto.]
sabato 26 aprile 2008
venerdì 22 febbraio 2008
Tu
Cammini nella foschia che precede l'alba. A farti compagnia solo il
suono del tuo fiato e dei piedi sulle foglie di quercia marcite coperte
di brina. Stai trottarellando verso il culmine della collina per vedere
il sole sorgere dietro il monte lontano e innondare di luce la vallata.
Ti piace quando tutto si colora di bianco. Ti piace camminare su un lago
di luce e stringere gli occhi per non farti ferire troppo.
Oggi sarà una magnifica giornata.
Guaderai il ruscello di cristallo e sentirai che si sta sensibilmente scaldando giorno dopo giorno. Darai una lunga sorsata di quell'acqua amara e così buona che sa di neve e fango. Affonderai con amore i denti nel collo di qualche leprotto o, se il recinto è abbastanza isolato, potresti anche decidere di andare a liberare per sempre qualche pecora malata dalla sua triste vita di schiavitù. Il Mondo si sottometterà come al solito grato ai tuoi piedi. Del resto non sei stato messo al culmine della piramide evolutiva per sbaglio, no?
...E , se sarai particolarmente fortunato, verrà a trovarti quello strano Uomo che ogni tanto vedi da queste parti. Si avvicina timoroso e ogni volta osa di un passo in più. Si siede in terra e passa lunghissimi minuti a fissarti. E tu fissi lui e questo scambio di sguardi ti piace da impazzire. Se ci non ci fossero decine di generazioni alle spalle a dirti che è tabù ti saresti già avvicinato a leccargli il muso. Ma d'altra parte il tuo istinto ti dice che non hai nulla da temere. E tu lo sai che il tuo istinto non sbaglia mai.
Oggi sarà una magnifica giornata.
Guaderai il ruscello di cristallo e sentirai che si sta sensibilmente scaldando giorno dopo giorno. Darai una lunga sorsata di quell'acqua amara e così buona che sa di neve e fango. Affonderai con amore i denti nel collo di qualche leprotto o, se il recinto è abbastanza isolato, potresti anche decidere di andare a liberare per sempre qualche pecora malata dalla sua triste vita di schiavitù. Il Mondo si sottometterà come al solito grato ai tuoi piedi. Del resto non sei stato messo al culmine della piramide evolutiva per sbaglio, no?
...E , se sarai particolarmente fortunato, verrà a trovarti quello strano Uomo che ogni tanto vedi da queste parti. Si avvicina timoroso e ogni volta osa di un passo in più. Si siede in terra e passa lunghissimi minuti a fissarti. E tu fissi lui e questo scambio di sguardi ti piace da impazzire. Se ci non ci fossero decine di generazioni alle spalle a dirti che è tabù ti saresti già avvicinato a leccargli il muso. Ma d'altra parte il tuo istinto ti dice che non hai nulla da temere. E tu lo sai che il tuo istinto non sbaglia mai.
Tu sei Lupo.
lunedì 21 gennaio 2008
Marco fra sei assi di pino
Che poi in un modo così stronzo.
Vabbe' che quando tocca tocca e un modo magari vale l'altro. Ma la ruota anteriore inchiodata in tangenziale a 110 all'ora secondo me è un modo magari un po' più stronzo di altri.
E comunque adesso è lì. Ricomposto alla bell'e meglio in una bara di legno fra sei assi di pino, come disse una volta lui stesso.
Tutti riuniti in una chiesa a ascoltare l'omelia del prete che dice di come le morti giovani [giovani?] siano quelle di cui sia più difficile capire il senso, ma che il tutto fa parte del Suo disegno e che forse quelli che muoiono prima sono quelli a cui Lui vuole più bene...
È adesso che succede.
La senti chiara. La sua voce. La riconosci subito. E come te tutti gli altri, a giudicare dalle loro facce. Solo il prete non la riconosce, ma non avendola mai conosciuta, non potrebbe essere altrimenti. Soprattutto quel tono a presa per il culo è decisamente il suo...
"E sì che lo avevo scritto chiaro una decina di anni fa e appeso in camera da letto. In caso io sia morto. E mi pare che questo sia proprio il caso...
Mi pare che avessi detto che avrei gradito essere espiantato dell'espiantabile [anche se mi sa che stavolta c'era rimasto poco] e cremato.
Mi pare che avessi detto 'niente cerimonie di nessun tipo' e allora 'sto pagliaccio in gonnella qui che sta facendo? E poi come fa a parlare di me se non mi ha mai visto né sentito?
"ma veramente..."
"zitto, prete, vai a sodomizzarti qualche catecumeno e lasciaci soli.
E qualcuno, per favore, vada a cercare di rimediare almeno il punto più importante della lista a vada a procurarsi del Campari. Pagherei io, ma non mi avete messo soldi in tasca. Un'altra usanza utile andata persa..."
Poi, nel silenzio generale,
"Ragazzi, che facce, dovreste vedervi. Pare che abbiate visto un fantasma...
Ah, ho una brutta notizia per alcuni di voi, immagino. Dio non esiste. Nessu tipo di Dio o figura assimilabile. Nessuno che possa redimere i vostri peccati post-mortem. E l'unica forma di inferno consiste proprio nel ripensare in eterno in loop a tutte le cose brutte fatte in vita. Per cui smettete di fare cazzate, mettete una pezza a quelle fatte e rigate dritto.
Altrimenti mi dispiace ma sarete dannati in eterno"
[Fade]
*
ogni uomo ha un destino
che lo regna sovrano
e lo reca per mano
fra sei assi di pino
[opera giovanile]
Vabbe' che quando tocca tocca e un modo magari vale l'altro. Ma la ruota anteriore inchiodata in tangenziale a 110 all'ora secondo me è un modo magari un po' più stronzo di altri.
E comunque adesso è lì. Ricomposto alla bell'e meglio in una bara di legno fra sei assi di pino, come disse una volta lui stesso.
Tutti riuniti in una chiesa a ascoltare l'omelia del prete che dice di come le morti giovani [giovani?] siano quelle di cui sia più difficile capire il senso, ma che il tutto fa parte del Suo disegno e che forse quelli che muoiono prima sono quelli a cui Lui vuole più bene...
È adesso che succede.
La senti chiara. La sua voce. La riconosci subito. E come te tutti gli altri, a giudicare dalle loro facce. Solo il prete non la riconosce, ma non avendola mai conosciuta, non potrebbe essere altrimenti. Soprattutto quel tono a presa per il culo è decisamente il suo...
"E sì che lo avevo scritto chiaro una decina di anni fa e appeso in camera da letto. In caso io sia morto. E mi pare che questo sia proprio il caso...
Mi pare che avessi detto che avrei gradito essere espiantato dell'espiantabile [anche se mi sa che stavolta c'era rimasto poco] e cremato.
Mi pare che avessi detto 'niente cerimonie di nessun tipo' e allora 'sto pagliaccio in gonnella qui che sta facendo? E poi come fa a parlare di me se non mi ha mai visto né sentito?
"ma veramente..."
"zitto, prete, vai a sodomizzarti qualche catecumeno e lasciaci soli.
E qualcuno, per favore, vada a cercare di rimediare almeno il punto più importante della lista a vada a procurarsi del Campari. Pagherei io, ma non mi avete messo soldi in tasca. Un'altra usanza utile andata persa..."
Poi, nel silenzio generale,
"Ragazzi, che facce, dovreste vedervi. Pare che abbiate visto un fantasma...
Ah, ho una brutta notizia per alcuni di voi, immagino. Dio non esiste. Nessu tipo di Dio o figura assimilabile. Nessuno che possa redimere i vostri peccati post-mortem. E l'unica forma di inferno consiste proprio nel ripensare in eterno in loop a tutte le cose brutte fatte in vita. Per cui smettete di fare cazzate, mettete una pezza a quelle fatte e rigate dritto.
Altrimenti mi dispiace ma sarete dannati in eterno"
[Fade]
*
ogni uomo ha un destino
che lo regna sovrano
e lo reca per mano
fra sei assi di pino
[opera giovanile]
venerdì 18 gennaio 2008
Voglia di, adesso
Estate.
Una tarda mattina estiva. Con jeans, scarpe di tela e T-shirt.
Sotto una tettoia con vista su un vasto campo declinante e brullo pascolato da mucche e cavalli.
Un improvviso acquazzone a gocce pasanti che solleva l'odore di ozono ma non rinfresca più di tanto l'aria.
I grilli che si zittiscono e pochi uccelli che si alzano in volo sul limitare del campo.
Lager fredde in bottiglia da versare in bicchieri spessi.
Il mio amore e gli altri anelli della mia catena.
Qualcosa di nessuna importanza di cui parlare oziosamente
Una tarda mattina estiva. Con jeans, scarpe di tela e T-shirt.
Sotto una tettoia con vista su un vasto campo declinante e brullo pascolato da mucche e cavalli.
Un improvviso acquazzone a gocce pasanti che solleva l'odore di ozono ma non rinfresca più di tanto l'aria.
I grilli che si zittiscono e pochi uccelli che si alzano in volo sul limitare del campo.
Lager fredde in bottiglia da versare in bicchieri spessi.
Il mio amore e gli altri anelli della mia catena.
Qualcosa di nessuna importanza di cui parlare oziosamente
martedì 30 ottobre 2007
Succede così [anche]
Te ne stai nella tua macchinetta inchiodato sul GrandeRaccordoAnulare a
sbollirti tutto lo stress della giornata ascoltando in loop StraightToHell con il tuo impianto cd pagato uno stipendio.
Te ne stai talmente rilassato che quando quella cazzo di BMW ti taglia la strada ritardi di un quarto di secondo a frenare e ti tocca inchiodare. E ti scappa anche un'invocazione agli avi defunti del conducente di quella cazzo di macchina.
Succede così.
La macchina che ti ha tagliato la strada ti si piazza davanti per traverso e ne escono due manzi ipertrofici con lo sguardo bovino e il cavallo basso. A occhio li diresti padre e figlio, ma non è che ti soffermi tanto sulle loro fattezze. La tua attenzione è attratta piuttosto dalla mazza da basball e la chiave da 36 che tengono strette nelle zampe anteriori e che ti mostrano.
Si avvicinano con grande calma ma con l'arroganza tipica di chi abita nelle fogne ed è convinto che la puzza se ne vada con abbondanti docce di soldi e profumi volgari. Ma no, non se ne va..
E insomma si avvicinano, ti tirano fuori a forza dalla tua macchina e ti massacrano davanti a tutti.
Ora, le considerazioni che vengono sono un paio:
Uno: Questa gente ha da mori' scomoda. Tanto scomoda. Roba che la cura canaro protratta per una settimana sarebbe poco. Questi esseri devono restare bloccati nelle fogne da cui vengono. Non devono aver diritto a esprimersi o muoversi. Nè a vivere, in finale.
Due: [e mi rivolgo ai manzi di cui sopra] Oltre a aver dimostrato quanto siete teste de cazzo, avete bloccato il traffico e immobilizzato centinaia di persone dietro di voi. Che purtroppo non sono come voi.
Te ne stai talmente rilassato che quando quella cazzo di BMW ti taglia la strada ritardi di un quarto di secondo a frenare e ti tocca inchiodare. E ti scappa anche un'invocazione agli avi defunti del conducente di quella cazzo di macchina.
Succede così.
La macchina che ti ha tagliato la strada ti si piazza davanti per traverso e ne escono due manzi ipertrofici con lo sguardo bovino e il cavallo basso. A occhio li diresti padre e figlio, ma non è che ti soffermi tanto sulle loro fattezze. La tua attenzione è attratta piuttosto dalla mazza da basball e la chiave da 36 che tengono strette nelle zampe anteriori e che ti mostrano.
Si avvicinano con grande calma ma con l'arroganza tipica di chi abita nelle fogne ed è convinto che la puzza se ne vada con abbondanti docce di soldi e profumi volgari. Ma no, non se ne va..
E insomma si avvicinano, ti tirano fuori a forza dalla tua macchina e ti massacrano davanti a tutti.
Ora, le considerazioni che vengono sono un paio:
Uno: Questa gente ha da mori' scomoda. Tanto scomoda. Roba che la cura canaro protratta per una settimana sarebbe poco. Questi esseri devono restare bloccati nelle fogne da cui vengono. Non devono aver diritto a esprimersi o muoversi. Nè a vivere, in finale.
Due: [e mi rivolgo ai manzi di cui sopra] Oltre a aver dimostrato quanto siete teste de cazzo, avete bloccato il traffico e immobilizzato centinaia di persone dietro di voi. Che purtroppo non sono come voi.
martedì 23 ottobre 2007
Stone warm
La strada è un nastro dorato che ti decora le
pupille e che serpeggia davanti a te per decine di kilometri. Interrotta
solo quando passa sotto il ponte ferroviario. Tratto per il quale sai
che diverrai temporaneamente cieco. Ma lo conosci a memoria e non
rallenterai. Speri solo che qualche cinghiale non decida di
attraversare la strada proprio mentre passi tu. Altrimenti ci sarà
frollato di cacciagione al tuo banchetto funebre…
La colonna sonora è offerta dal rumore del motore attutito dai vetri chiusi e dallo scatto del cambio quando scali le marce.
Per il resto è silenzio assoluto. Assoluto e assolato. Il cielo sopra è uno straccio ch’è bagnato di celeste e la campagna intorno sta mettendo il suo vestito autunnale giallo e rosso.
Le ruote sono incollate all’asfalto e i tuoi
pensieri sono assenti [se non per ricordarti che in un giorno così hai
fatto quella cazzata che ti ha fatto passare 5 giorni all’ospedale a te e
60 dal carrozziere a J.J. Ma ormai sono passati lustri, tu hai imparato a
non fare così tante cazzate e J.J. scorrazza felice
nei circuiti celesti dove nessuno potrà più decidere la sua strada,
visto che lo sterzo lo hai tenuto tu].
Sai che presto arriverai a destinazione e dovrai
spegnere il motore, aprire lo sportello, respirare l’aria frizzantina e
tornare nel mondo.
Ma, finché non finisce, questo momento è eterno. E viverlo ti allarga il cuore.
venerdì 19 ottobre 2007
"Quando il cielo ride"
Quando sopra di te hai uno di quei cieli che sembrano affrescati con tonnellate di lapislazuli.
Quando i colori di tutto quello che ti circonda sono definiti come fossero appena stati graffiati con dello spray su un muro perfettamente intonacato.
E Tu sei lì sotto che soffri come una cane per qualcuno dei tuoi cazzi che ti sembrano assoluti e universali.
Allora, se alzi lo sguardo, ti accorgi che il Mondo non ha perso nemmeno un miliardesimo della Sua bellezza. E che il tuo dolore si fa sentire forte quanto un sospiro emesso al centro del campo durante un concerto di Vasco.
Tu praticamente non esisti, renditene conto.
E inizia ad apprezzarne il bello....
Quando i colori di tutto quello che ti circonda sono definiti come fossero appena stati graffiati con dello spray su un muro perfettamente intonacato.
E Tu sei lì sotto che soffri come una cane per qualcuno dei tuoi cazzi che ti sembrano assoluti e universali.
Allora, se alzi lo sguardo, ti accorgi che il Mondo non ha perso nemmeno un miliardesimo della Sua bellezza. E che il tuo dolore si fa sentire forte quanto un sospiro emesso al centro del campo durante un concerto di Vasco.
Tu praticamente non esisti, renditene conto.
E inizia ad apprezzarne il bello....
venerdì 5 ottobre 2007
Fuori di metafora
È parecchio che non fisso il baratro.
È un po' che non mi fermo sull'orlo del burrone e spingo lo sguardo fino in fondo all'orrido.
Da tanto non sento quella sensazione di calma assoluta che solo un panorama del genere [mi] può dare.
La sensazione della concretezza della terra sotto i piedi. Il percepire esattamente dove finisce il mondo. Fino a quel millimetro è il regno a cui appartieni e lì oltre solo se sai volare. [che poi forse ne sei capace. Hai mai provato veramente, per essere così sicuro che invece no?]
Questo vorrei.
Stare in piedi sull'orlo.
Un pezzo di terra inclinato su un salto di qualche [decina di] centinaia di metri. Un cielo che corre prendendo la rincorsa e si getta felice nel vuoto e davanti il nulla. Migliaia di metri cubi di nulla assoluto tra quel pezzo di terra e quello che è sotto. E come al solito chiedermi se quando mi hanno convinto che io non posso volare non fosse solo una di quelle cose che si dicono ai bambini senza pensare che poi loro ci crederanno inconsciamente per il resto della vita.
Dicono che le vertigini non siano paura del vuoto, ma paura di non saper resistere alla sua attrazione.
Dicono che la caduta libera sia una delle sensazioni più forti che si possano provare.
Dicono che il mare attiri tanto perché in finale non è che un immenso spazio vuoto riempito d'acqua.
Dicono
Io so che amo spaziare lo sguardo sul Nulla senza cercarci dentro metafore idiote [come tutte quelle che pretendono di essere applicate alla mente umana]. Forse se Freud si fosse fatte meno pippe mentali e avesse osservato di più il Nulla sarebbe vissuto in un modo migliore. E tutti quelli che lo hanno seguito pure.
giovedì 6 settembre 2007
La mia banca è differente
Stamattina sono andato in banca a prelevare 2'800€uri [i killer e i magistrati si fanno ancora pagare in contanti...].
Sono entrato di mattina presto per evitare la fila e perché così potevo sbrigarmi prima di attacare a studio.
Ho fatto la mia breve coda dietro la linea gialla e al mio turno ho detto all'impiegato che dovevo prelevare duemilottocento euro.
"numero di conto?"
"*/@!£$/=&"
"due e cinque?"
"due e otto..."
-digita un tot di tasti, la stampante a aghi sputa un foglio che mi sottopone dicendomi "intanto firmi qui" senza chiedermi né un documento né il nome.
Cioé poteva entrare chiunque avesse trovato un foglio con il mio conto e "provarci". Tra l'altro, non essendo io uno che compie frequentemente operazioni in banca, l'ho anche palesemente letto da un post it.
In effetti non ho nemmeno controllato il numero di conto sulla distinta. Magari qualche altro cliente, senza saperlo mi ha fatto un bel regalo...
Comunque, come in ogni gag che si rispetti, la battuta migliore è venuta alla fine:
"Purtroppo non ci hanno ancora portato i tagli grandi, devo darglieli in pezzi da 20." 140, per la cronaca...
[e ho anche dovuto chiedere una busta, sennò me li davano sfusi e buona fortuna]
Sono entrato di mattina presto per evitare la fila e perché così potevo sbrigarmi prima di attacare a studio.
Ho fatto la mia breve coda dietro la linea gialla e al mio turno ho detto all'impiegato che dovevo prelevare duemilottocento euro.
"numero di conto?"
"*/@!£$/=&"
"due e cinque?"
"due e otto..."
-digita un tot di tasti, la stampante a aghi sputa un foglio che mi sottopone dicendomi "intanto firmi qui" senza chiedermi né un documento né il nome.
Cioé poteva entrare chiunque avesse trovato un foglio con il mio conto e "provarci". Tra l'altro, non essendo io uno che compie frequentemente operazioni in banca, l'ho anche palesemente letto da un post it.
In effetti non ho nemmeno controllato il numero di conto sulla distinta. Magari qualche altro cliente, senza saperlo mi ha fatto un bel regalo...
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Comunque, come in ogni gag che si rispetti, la battuta migliore è venuta alla fine:
"Purtroppo non ci hanno ancora portato i tagli grandi, devo darglieli in pezzi da 20." 140, per la cronaca...
[e ho anche dovuto chiedere una busta, sennò me li davano sfusi e buona fortuna]
mercoledì 25 luglio 2007
Ma mannaggia Coso...
Per decidere una cazzo di ora per il ritorno [di sabato sera...
Sei in vacanza, cojone. Ogni ora va bene!] devi fare 15 telefonate
bloccando la fila. E quando la tipa allo sportello te lo fa
delicatamente notare sai solo dirle sottovoce mettendo una mano sul
telefono "un secondo" con aria seccata [un secondo un cazzo. Lo hai
detto 5 volte per un totale di 7 minuti, testadicazzo...]
Ma allora, perchè cazzo ti stranisci quando ti stacco dal desk a forza e ti piazzo una craniata su quella cazzo di montatura da centinaia di €uri che usi per nascondere quella faccia da cazzo che c'hai???
Dovresti, invece, renderti conto di quanto sei stato scortese, cafone e umano, chiedere scusa al mondo intero e risarcire il disturbo degli astanti permettendo loro di infierire sulle tue carni. E possibilmente suicidarti in settimana.
E nel frattempo ringrazia quell'inetto del tuo dio per averti fatto incontrare me, che giro disarmato, va...
Ma allora, perchè cazzo ti stranisci quando ti stacco dal desk a forza e ti piazzo una craniata su quella cazzo di montatura da centinaia di €uri che usi per nascondere quella faccia da cazzo che c'hai???
Dovresti, invece, renderti conto di quanto sei stato scortese, cafone e umano, chiedere scusa al mondo intero e risarcire il disturbo degli astanti permettendo loro di infierire sulle tue carni. E possibilmente suicidarti in settimana.
E nel frattempo ringrazia quell'inetto del tuo dio per averti fatto incontrare me, che giro disarmato, va...
sabato 21 luglio 2007
Cena fuori
Al ristorante. Un cameriere sparge piatti, bicchieri e posate sul tavolo e dice "Se volete potete ordinare"
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